p 178 .

I filosofi di questo capitolo.
     
Andronico di Rodi (primo secolo avanti Cristo).  Decimo  scolarca
della  scuola aristotelica, che diresse dal 78 al 47, cur la prima
edizione  "critica"  delle opere di Aristotele, raggruppandole  per
argomento.

Apollonio (260 avanti Cristo-?).  Nato a Perga, studi presso  il
Museo di Alessandria. Deve la sua fama soprattutto a un trattato in
otto libri sulle coniche (ellisse, parabola, iperbole).

Archimede  (287-212 avanti Cristo).  Vissuto  a  Siracusa,    lo
"scienziato"  per  eccellenza  del  mondo  antico.  Si   form   ad
Alessandria  e  si  occup  di  geometria,  di  idrostatica  e   di
meccanica. Famoso per i suoi studi sulle leve e per il principio di
Archimede  (un  corpo immerso in un liquido riceve una  spinta  dal
basso  verso  l'alto  pari  al peso del liquido  spostato),  sembra
essere stato anche l'inventore degli specchi ustori con i

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quali,  concentrando i raggi del Sole, sarebbe stata incendiata  la
flotta   romana  che  assediava  Siracusa.  Secondo  la  tradizione
Archimede  sarebbe  stato ucciso da un soldato  romano  durante  il
saccheggio della citt seguito a quell'assedio.

Aristarco   (216-144  avanti  Cristo).   Nato   a   Samo,   ader
all'orientamento  scientifico-naturalistico che  si  era  affermato
nella  scuola aristotelica. Interessato agli studi astronomici,  si
differenzi  nettamente  dalle concezioni di  Aristotele  facendosi
sostenitore  dell'eliocentrismo.  La  sua  posizione  ebbe   scarso
successo  anche nell'antichit, che vide il prevalere della  teoria
geocentrica  aristotelica nella rielaborazione di Claudio  Tolomeo.
Di  Aristarco resta un'opera intitolata Sulle grandezze e  distanze
del Sole e della Luna.

Claudio  Tolomeo  (100-170 dopo Cristo).  Astronomo,  geografo  e
matematico, oper ad Alessandria. Nella sua opera Megle  Sy'ntaxis
("Grande sistema"), pi nota con il nome arabo di Almagesto, ordin
tutti  i  risultati  della ricerca astronomica precedente.  Il  suo
sistema geocentrico, basato sull'ipotesi aristotelica,  stato alla
base   dell'astronomia  fino  alla  rivoluzione   copernicana   del
sedicesimo secolo.

Cleante  di  Asso (304-233 avanti Cristo).  Succedette  a  Zenone
nella  direzione  della scuola stoica. Si occup  di  teologia,  di
fisica  e  di logica e cerc di eliminare dalla scuola le influenze
ciniche  che avevano in qualche modo influenzato l'insegnamento  di
Zenone. Delle sue numerose opere restano solo scarsi frammenti,  il
pi  lungo  dei  quali  consiste in  un  brano  di  quaranta  versi
appartenenti  a un Inno a Zeus, in cui Zeus  identificato  con  la
Mente  divina che regge il cosmo. Secondo la tradizione  si  lasci
morire di inedia.

Crisippo  (287/281-208/204 avanti Cristo).   Nacque  a  Soli,  in
Cilicia,  e  mor  ad Atene. Succedette a Cleante  nella  direzione
della  scuola  stoica.  Fu autore di oltre settecento  libri  quasi
completamente perduti (ne rimangono pochi frammenti e una serie  di
titoli).  Cerc di dare un'organizzazione sistematica  al  pensiero
stoico e forn un importante contributo agli studi di logica.

Diogene  di Enoanda (secondo secolo avanti Cristo).   E'  rimasto
sconosciuto  fino al 1844, quando a Enoanda, in Licia, fu  scoperta
una  grande  iscrizione su un portico. In essa Diogene aveva  fatto
incidere una sintesi della dottrina di Epicuro, di cui era seguace,
affinch  fosse  conosciuta dai suoi concittadini.  L'iscrizione  
molto  importante  per  il contributo che ha dato  alla  conoscenza
della teoria del clinamen.

Dionisio Trace (170-90 avanti Cristo).  Vissuto prevalentemente a
Rodi,   comp  il  primo  tentativo  di  organizzare   in   maniera
sistematica  gli elementi fonetici e morfologici della  grammatica.
La sua opera Arte grammatica ebbe ampia diffusione nel mondo antico
e serv come modello anche ai grammatici del periodo umanistico.

Epicuro (341-271 avanti Cristo).  Nacque a Samo e mor ad  Atene.
Dopo essersi formato sul pensiero di Platone e di Democrito, inizi
il suo insegnamento prima a Mitilene e a Lampsaco, quindi, nel 306,
ad  Atene. Alla sua scuola, denominata il "Giardino", erano ammessi
anche  gli schiavi e le donne. Dei suoi scritti restano - grazie  a
Diogene  Laerzio  che  le  riporta per intero  -  tre  epistole  (a
Erodoto,  a  Meneceo  e  a Pitocle); ci sono inoltre  pervenute  le
Massime  Capitali, che rappresentano un compendio  divulgativo  del
suo  pensiero, e le cosiddette Sentenze Vaticane. Nel  1750  furono
scoperti  a  Ercolano  numerosi papiri  grazie  ai  quali    stato
possibile  recuperare  frammenti di  altre  opere  di  Epicuro,  in
particolare dei trentasette libri che egli scrisse Sulla natura.

Eratostene  (275-195 avanti Cristo).  Proveniente da  Cirene,  fu
direttore della Biblioteca di Alessandria. Convinto della sfericit
della  Terra,  riusc  a  calcolarne con buona  approssimazione  il
diametro.  Dai suoi studi matematici  giunto fino a noi il  metodo
per  calcolare i numeri primi detto "crivello di Eratostene"  (data
la  successione dei numeri naturali, si cancellino tutti i multipli
di  2:  il primo numero non cancellato, cio 3,  primo; si proceda
quindi  a  cancellare tutti i suoi multipli: il  primo  numero  non
cancellato, cio 11,  anch'esso primo; e cos via).

Euclide  (quarto-terzo sec avanti Cristo).  Attivo ad Alessandria
intorno al 300 avanti Cristo e autore di molte opere di matematica,
  famoso  soprattutto per i suoi Elementi (Stoichea), in  tredici
libri  (altri  due libri furono aggiunti dai suoi discepoli).  Fino
agli inizi del diciannovesimo secolo, epoca a cui risale la nascita
delle  geometrie non euclidee, la sua geometria, costruita  secondo
il  metodo  assiomatico,  stata l'unico strumento per studiare  le
figure e le relazioni fra punti, rette, piani e spazi. La geometria
euclidea parte da poche definizioni degli enti geometrici semplici,
da  cinque  postulati  e da cinque nozioni comuni,  o  assiomi  (ad
esempio, "l'intero  maggiore della parte", "due cose uguali a  una
terza  cosa  sono uguali tra loro", eccetera), e procede attraverso
dimostrazioni di tipo deduttivo.

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Ipparco (194-120 avanti Cristo).  Originario di Nicea, fu uno dei
pi    grandi   astronomi   dell'antichit.   Sostenne    l'ipotesi
geocentrica,  contro l'eliocentrismo proposto da Aristarco.  Scopr
la precessione degli equinozi e suddivise l'anno in 365 giorni e  6
ore. A lui  attribuita anche l'invenzione dell'astrolabio.

Lucrezio  (98-54  avanti Cristo).  Della vita  di  Tito  Lucrezio
Caro, il grande poeta latino, si hanno scarsissime notizie. Secondo
quanto  tramandato  da san Girolamo (347-420 dopo  Cristo)  sarebbe
impazzito  a  causa  di un filtro amoroso e si  sarebbe  suicidato.
Autore  di  un  poema filosofico in sei libri, il De rerum  natura,
espone  con  fedelt il pensiero di Epicuro. Dopo la sua  morte  il
poema fu edito da Cicerone.

Pirrone  di  Elide (365-275 avanti Cristo).   E'  considerato  il
fondatore  dello scetticismo, che da lui  detto anche  pirronismo.
Dal  334 al 324 prese parte alla spedizione di Alessandro Magno  in
India,  dove  ebbe  contatti  con  i  gimnosofisti,  dai  quali  fu
profondamente  influenzato, soprattutto per  la  loro  capacit  di
restare indifferenti al dolore. Non scrisse nulla: il contenuto del
suo  insegnamento    stato  tramandato  attraverso  le  opere  dei
discepoli, primo fra tutti Timone di Fliunte.

Teofrasto (373/370-287 avanti Cristo).  Nato a Ereso,  nell'isola
di  Lesbo, mor ad Atene. Figlio di un ricco mercante, frequent ad
Atene,  dove  giunse molto giovane, l'Accademia  di  Platone;  alla
morte  del  maestro  segu Aristotele e al  Liceo  divenne  il  suo
allievo  preferito. Lo stesso Aristotele lo design suo  successore
nella  direzione  della scuola, che Teofrasto tenne  dal  322  alla
morte. Fu autore di numerosissime opere di carattere logico, fisico
e naturalistico.

Timone di Fliunte (320-230 circa avanti Cristo).  Nato a Fliunte,
mor  ad  Atene all'et di quasi cento anni. Dopo avere  esercitato
l'arte  del  mimo  nella sua citt natale,  conobbe  Pirrone  e  ne
divenne  allievo. Dopo la morte di Pirrone (275) si rec  ad  Atene
dedicandosi  all'insegnamento della filosofia scettica.  Nella  sua
opera  pi  famosa,  i  Silli,  espone  in  forma  divulgativa   le
concezioni pirroniane.

Zenodoto  di  Efeso  (340-265  avanti  Cristo).   Fu   il   primo
"direttore"  della  Biblioteca  di  Alessandria.  Si  preoccup  di
individuare  i  criteri  per una corretta conservazione  dei  testi
antichi;  mosso  da  questa esigenza, mise  a  punto  una  edizione
critica  di  Omero, dividendo i due poemi omerici  in  ventiquattro
libri ciascuno, ma soprattutto cercando di individuare le parti  di
testo  ritenute  spurie.  Zenodoto,  per,  non  se  la  sent   di
cancellare  i  passi  da lui considerati aggiunti  e  si  limit  a
sovrapporre  ad essi una linea orizzontale (questo segno  fu  detto
obels,  che in greco vuol dire "spiedo", perch come una sorta  di
spiedo trafigge le parole dubbie).

Zenone   di  Cizio  (333-263  avanti  Cristo).   Nato  a   Cizio,
nell'isola  di Cipro, a vent'anni si trasfer ad Atene.  Incontrato
il  cinico Cratete ne divenne discepolo. Intorno al 300 cominci  a
tenere lezioni e fond una propria scuola, la Sto.

